Il Territorio
Terre di vini
La Val Nure e i Colli piacentini
I vini Ca’ Teresa nascono dalla Bassa Val Nure, in provincia di Piacenza, là dove le ultime colline lasciano il posto alla pianura e il torrente Nure percorre lento gli ultimi chilometri del suo corso prima di gettarsi nel Po.
La vigna e la cantina sono comprese nel territorio dei “Colli piacentini” particolarmente adatto per la viticoltura per ragioni storiche e pedoclimatiche.
Nel Medioevo la valle è stata via di passaggio tra la Liguria e la Pianura Padana, lungo la quale transitavano uomini e merci, favorendo la vendita dei prodotti locali, vino compreso.
Oggi è una zona relativamente poco battuta dai turisti, e proprio per questo molto adatta a chi vuole trascorrere qualche giorno nella quiete della campagna, visitando piccoli borghi e castelli, gustando l’ottima cucina emiliana e bevendo buon vino, ovviamente…
Qui c'era il mare...
Costa di godi
Microclima, micropendenza...
grandi vini
Il vigneto di Ca’ Teresa è in località Costa di Godi, nel Comune di San Giorgio Piacentino.
Costa indica il fianco di una collina, ma evoca anche il mare. E non è un caso.
Qui, infatti, circa 3 milioni di anni fa c’era il mare, come testimoniano i fossili di animali preistorici come balene e delfini ritrovati proprio in Val Nure e nella vicina Val d’Arda.
Questo antico mare ha dato forma e sostanza al territorio:
- Le colline hanno una pendenza delicata, che favorisce l’esposizione al sole delle viti per molte ore al giorno, ma anche la naturale ventilazione e l’escursione termica tra giorno e notte. La collina sui cui sorge il nostro vigneto, poi, ricorda proprio il dorso di una balena.
- I terreni, che erano un tempo fondali marini, sono naturalmente ricchi di minerali. Nel corso dei millenni, i fiumi hanno aggiunto sostanza organica. Il risultato di questo lento lavoro della natura è un mix unico di argille, che trattengono l’acqua, e calcari, che garantiscono un buon drenaggio: e le radici delle viti ringraziano!
- Il clima è continentale, con inverni freddi che favoriscono il riposo vegetativo della vite e estati calde, che fanno maturare l’uva.
Arte, natura,
gastronomia
Cosa vedere, cosa fare, cosa mangiare
Borghi e Castelli
Tra colline e vallate, il territorio è ricco di piccoli centri medievali, fortezze e antiche dimore che testimoniano il fascino e la storia dell’Emilia. Vi segnaliamo alcuni dei luoghi più caratteristici che potete visitare nei dintorni di Ca' Teresa.
Castello di Paderna

Roccaforte di biodiversità
A 10 Km da noi c’è il Castello di Paderna, una fortificazione che si trova nell'omonima frazione di Pontenure (PC). Abitata da oltre 1000 anni, è circondata da un’ampia corte agricola e un fossato ancora pieno di acqua. Oggi è un’azienda agricola biologica, orto-giardino, fattoria e sede di manifestazioni legate all’agricoltura e alla biodiversità. Al suo interno è possibile visitare il parco, la Chiesa di Santa Maria, la vecchia cucina, il lavatoio, il mastio d’ingresso e il torrione.
Borgo e Castello di Gropparello

Il parco delle fiabe
A 14 km da noi, immerso tra vigneti e boschi dell’Appennino tosco-emiliano, tra i torrenti Chero e Riglio, il borgo di Gropparello è dominato dal fascino senza tempo del castello medievale con le sue imponenti torri. Il Castello di Gropparello è una delle fortezze più suggestive del territorio: un complesso scenografico arroccato su uno sperone di roccia, ancora oggi abitato dalla famiglia proprietaria e vistabile attraverso percorsi guidati che conducono tra cortili, sale storiche, antiche cucine, terrazze panoramiche e la caratteristica chiesetta neogotica. Accanto al castello si trova anche il celebre Parco delle Fiabe, il primo parco emotivo d’Italia, dove bambini e famiglie possono vivere un’esperienza immersiva tra cavalieri, fate, streghe e personaggi del mondo medievale, in un percorso tra gioco, natura e fantasia.
Borgo e Castello di Grazzano

Un medioevo da cinema
A 17 km da noi, Grazzano è un pittoresco borgo medievale costruito nell’Ottocento per volere del Duca Giuseppe Visconti di Modrone, padre del celebre regista Luchino Visconti. Il suo, però, non fu il capriccio di un nobiluomo, ma la realizzazione di un sogno: una città ideale dedicata alla celebrazione dell’artigianato, dove tuttora si può passeggiare per stradine acciottolate e visitare le botteghe. Il castello, attorno al quale sorge il borgo, fu costruito nel 1395 e restaurato nel 1895 sempre dal Visconti, che ne preservò l’architettura medievale arricchendolo con elementi in stile neogotico. All’interno è possibile osservare il cortile, le sale di rappresentanza e le camere da letto. Un parco di circa 15 ettari circonda la residenza, ricco di statue e alberi plurisecolari.
Castell'Arquato

Torri, musica e balene!
A 19 km da noi, c'è Castell’Arquato, giustamente eletto tra i Borghi più belli d’Italia. Sorge su un colle punteggiato da vigneti, ed è visibile da lontano grazie alle torri della Rocca Viscontea, imponente fortezza del XIV secolo, che domina il borgo e l’intera Val D’Arda. Ai suoi piedi è possibile ammirare la Chiesa Collegiata di Santa Maria, che conserva al suo interno affreschi del ‘400, il Palazzo del Podestà e il Palazzo del Duca, testimonianze dell’importanza politica e strategica che il borgo ebbe nel Medioevo. Da vedere anche la Fontana del Duca, un tempo usato come lavatoio, il suggestivo Torrione Farnese, edificio mai completato, e l’Ospedale di Santo Spirito, sede del Museo Geologico G. Cortesi, che contiene numerosi reperti fossili del Piacenziano, compresi scheletri di balene preistoriche. Castell’Arquato ha dato i natali a Luigi Illica, celebre librettista d’opera, al quale oggi sono dedicati un festival e un museo.
Borgo di Rivergaro

Una spiaggia sul Trebbia
A 20 km da noi, c'è Rivergaro, un caratteristico borgo della bassa Val Trebbia, situato nel tratto più pianeggiante fiume. Fin dall’antichità e poi nel Medioevo ebbe un’importanza strategica come punto d’accesso alla valle e fu contesa tra varie famiglie, come testimonia la presenza di numerose rocche e castelli nel territorio, tra cui il castello di Montechiaro. Anche il Santuario della Madonna del Castello, da cui si gode una splendida vista delle colline, si chiama così perché costruita sui ruderi di un maniero. Durante il periodo estivo, il centro storico si anima di eventi e manifestazioni. Molto apprezza anche l’area attrezzata lungo il fiume, una vera e propria spiaggia ideale per il relax e la vita all’aria aperta.
Borgo di Travo

Perla delle Quattro Province
A 24 km da noi, c'è Travo, un piccolo centro dalla storia millenaria, situato nel cuore dell’Appennino delle Quattro province - Piacenza, Genova, Alessandria, Pavia - lungo la sponda sinistra del Trebbia. Il paese custodisce un importante patrimonio storico, archeologico e paesaggistico, profondamente legato a Pietra Parcellara e Pietra Perduca, le due cime rocciose che dominano il borgo. Tra i luoghi di maggiore interesse si trovano la Chiesa di S. Antonino, il Castello Anguissola, e il Museo Civico Archeologico di Travo. Nella frazione di S. Andrea sorgono inoltre la piccola Chiesa di S. Maria e il Parco Archeologico, che conserva importanti testimonianze risalenti al Neolitico.
Castello di Rivalta

Ospiti a casa del conte
A 26 km da noi, a Rivalta, una frazione del comune di Gazzola, c'è l'omonimo castello: una suggestiva residenza signorile ancora oggi abitata dalla famiglia Zanardi Landi. Circondato da un elegante parco, il castello conserva ambienti ricchi di fascino storico e testimonianza del passato nobiliare del territorio. Dentro il castello c’è anche il Museo del Costume Militare, che ospita una sezione espositiva con 90 divise che vanno dal Risorgimento alla seconda guerra mondiale.
Borgo e castello di Vigoleno

Quattro passi tra i merli
A 28 km da noi, c'è il borgo fortificato di Vigoleno, che ancora oggi conserva intatto il suo impianto medievale. Le mura merlate, il possente mastio quadrangolare e i vicoli in pietra lo rendono uno dei luoghi più affascinanti del territorio piacentino. Il camminamento di ronda collega il mastio al Castello, che custodisce eleganti sale arredate e il Teatrino Ruspoli Gramont: costruito negli anni ’20 e vivacemente decorato, con i suoi 12 posti è uno dei più piccoli d’Europa. Nella piazza principale del borgo si trovano una fontana cinquecentesca e l’antica ghiacciaia un tempo utilizzata per la conservazione dei cibi e per l’invecchiamento del Vin Santo di Vigoleno.
Castello di San Pietro in Cerro

Antico e contemporaneo
A 32 km da noi, c'è Il Castello di San Pietro in Cerro: una dimora quattrocentesca situata nell’omonimo borgo della bassa Val d’Arda, tra Piacenza e Cremona. Il castello ospita il Museo in Motion, dedicato a mostre temporanee di arte contemporanea, e la mostra Cina Millenaria - I Guerrieri di Xi’an, dove è possibile ammirare le riproduzioni delle celebri statue dell’esercito di terracotta cinese. All’interno del complesso si trovano anche una elegante locanda, dove è possibile soggiornare, e la Sala delle Armi, che custodisce una collezione di armi e oggetti d’antiquariato provenienti da diverse parti del mondo.
Castello di Scipione

Il castello del sale
A 37 km da noi, immerso tra le colline di Salsomaggiore, c'è il Castello di Scipione: uno dei più antichi della regione, risale infatti all’XI secolo. Appartiene tuttora alla famiglia Pallavicino, che lo fece costruire. Il castello presidiava una delle ricchezze più preziose del territorio: le miniere di sale, indispensabile per la conservazione dei cibi. Nei secoli si è trasformata da fortezza inespugnabile a elegante dimora signorile, come si nota percorrendo le sale affrescate e arredate con mobili d’epoca e l’elegante loggiato panoramico che si affaccia sulle colline circostanti.
Natura
Nei dintorni della nostra azienda agricola si trovano numerose opportunità per chi ama le vacanze all’aria aperta: punti panoramici e aree naturalistiche facilmente raggiungibili dalla nostra cantina, perfette per gli amanti della natura, dello sport e del relax.
Cascate del Riglio

Fresche e dolci acque
A 14 Km da noi, in un contesto collinare tra aree rurali e boschive nei pressi di Gropparello, ci sono le cascate del Riglio: sono piccoli salti d’acqua stagionali lungo il corso dell'omonimo torrente, immerse nella quiete del bosco.
Ideali per: trekking leggero, soste nella natura, fotografica naturalistica.
Parco regionale dello Stirone

Lungo il fiume dei fossili
A 20 Km da noi si trova il Parco regionale dello Stirone e del Piacenziano, che si estende tra due province, Parma e Piacenza, e quattro comuni: Castell’Arquato, Lugagnano d’Arda, Vernasca, Gropparello e Carpaneto Piacentino. L’area è caratterizzata da un’elevata varietà botanica e faunistica, ma è nota soprattutto per l'importanza geologica, con affioramenti di fossili che risalgono a milioni di anni fa. Tra i luoghi più rappresentativi spicca la Pietra Nera, un'ofiolite che ci mostra le origini dell'Appennino. L’accesso più vicino a noi è quello di Castell’Arquato. Ideale per: trekking leggero, escursioni didattiche, geologia, relax.
Parco Fluviale del Trebbia

Storia e natura
A 20 Km da noi, da Rivergaro sino alla confluenza nel Po, si estende il Parco fluviale regionale del Trebbia, un'importante via di comunicazione per uomini e animali.
Là dove ieri passavano gli eserciti di Annibale oggi migrano e nidificano il corriere e l'ochione. E sulle rive del fiume si affacciano castelli medievali e fioriscono le orchidee selvatiche.
Ideale per: trekking leggero, soste nella natura, fotografica naturalistica.
Cascate del Perino

Dove c’erano i mulini
A 22 Km da noi, nel Comune di Bettola, il corso del torrente Perino – un affluente del Trebbia – si incunea in una gola e forma una dozzina di salti d’acqua, il più alto dei quali raggiunge i 17 metri.
Le cascate, oltre ad essere belle da vedere, in passato servivano ad alimentare mulini per macinare i cereali. Di questi mulini restano alcune tracce lungo il percorso, come il mulino di Riè.
Il sentiero, segnato dal CAI, è attrezzato con panchine e parapetti, ed è uno dei percorsi naturalistici più suggestivi della provincia di Piacenza.
Ideale per: trekking semplice-intermedio, natura e archelogia industriale.
Parco Archeologico di Travo

Entra in un villaggio neolitico
A 24 Km da noi, a poca distanza dal borgo e dal castello di Travo, nella frazione di S. Andrea, si trova il Parco Archeologico di Travo: uno dei più importanti siti preistorici del Nord Italia.
Conserva testimonianze del Neolitico, tra cui resti di abitazioni, forni, pozzetti e strutture in ciottoli, immerse in un’ampia area verde, che ospita anche un centro didattico e la ricostruzione di alcune capanne, grazie alle quali è possibile vedere come si viveva nella preistoria.
Molti reperti trovati nel sito sono conservati nel Museo Civico Archeologico di Travo.
Il parco propone percorsi e attività per scuole e famiglie ed è accessibile ai disabili.
Ideale per: gite culturali e visite didattiche.
Parco provinciale Monte Moria

Tra boschi animati
A 27 Km da noi, c'è il Parco Provinciale di Monte Moria. È un’ampia area naturale di circa 2000 ettari, tra i Comuni di Morfasso e Lugagnano, caratterizzata da boschi di faggi, querce, noccioli e castagni, tra cui abitano caprioli, tassi, cinghiali, volpi e civette. Il parco è attraversato da una rete di sentieri, alcuni adatti anche a escursioni semplici, da fare in famiglia. Negli anni ’60 fu anche il set del celebre sceneggiato televisivo La Freccia Nera. All’interno è presente anche un rifugio con servizio di ristorazione.
Ideale per: trekking leggero, MTB, picnic, giornate all’aperto.
Pietra Parcellara

Le montagne misteriose
A 36 Km da noi, da noi si innalza Pietra Parcellara: è un ofiolite, ovvero una montagna che si è originata milioni di anni fa sul fondo di un oceano in formazione e ora riaffiora in mezzo all’Appennino. Il colore nero-verde, simile alla pelle di un serpente e in contrasto con le rocce circostanti, ha fatto sì che queste pietre fossero considerate luoghi magici e misteriosi, spesso scelti come sede di santuari, pagani prima e cristiani poi. La pietra Parcellara, tra i Comuni di Travo e di Bobbio, è alta 836 m. Ospitò in passato un monastero e una fortezza. Dalla sua cima si gode una vista spettacolare delle valli Trebbia, Bobbiano, Luretta e del Monte Penice. Ai suoi piedi sorge un oratorio e nella zona si trovano sorgenti ritenute curative.
Ideale per: escursioni, trekking intermedio, panorami.
Pietra Perduca

Le montagne misteriose
A 36 Km da noi, nel Comune di Travo, si innalza fino a 660 metri la Pietra Perduca. Anch'essa è un ofiolite, come la Pietra Parcellara. Arroccato sulla cima c’è l’oratorio di Sant’Anna, costruito nel X secolo e rifatto nel XVI, e poco più in alto si trovano delle vasche rettangolari, scavate nella roccia in un’epoca indefinita, ma di certo antica, dette “Letti dei Santi”. In queste vasche si raccoglie naturalmente l’acqua e abitano i rari tritoni crestati. La leggenda vuole che l’acqua nelle vasche non evapori e non ghiacci mai e che abbia proprietà misteriose.
Ideale per: escursionismo, trekking facile-intermedio, panorami.
Itinerari in bici o a cavallo

Per chi ama gli sport outdoor
Le nostre valli e le nostre colline si prestano perfettamente agli sport all’aria aperta: chilometri di strade bianche e sentieri sterrati adatti al trekking, alla mountain bike e anche alle passeggiate a cavallo. Ne trovate moltissimi sul portale di Trail Valley, dedicato proprio al turismo outdoor nelle valli piacentine. Alcuni itinerari partono a pochi chilometri da noi e hanno nomi evocativi come Sentiero del mercante fortunato, Sentiero del soldato poeta, Le fortezza dimenticate, il Borgo fantasma, o il salto del lupo, e permettono di scoprire angoli nascosti e affascinanti del territorio, dove non si può arrivare in auto. Sul portlae trovate tutte le indicazioni e le tracce GPS per scegliere il vostro preferito.
Arrampicata su roccia

Pareti da non perdere
In Val Nure e dintorni c’è spazio anche per l’arrampicata! Falesie e pareti naturali, rendono i dintorni una meta ideale sia per gli esperti, sia per chi vuole avvicinarsi a questa disciplina in un contesto naturale suggestivo.
Pietra Perduca (Travo), oltre ai sentieri per il trekking, offre anche pareti accessibili per l’arrampicara su roccia, adatte anche ai principianti e praticabili tutto l’anno.
Un po’ più impervia è la parete calcarea della Rocca dei Casali (Vernasca) , una falesia calcarea recentemente richiodata.
La parete di Pennula (Farini), è una falesia compatta e solida, indicata per arrampicatori già esperti e con buona preparazione tecnica.
Specialità
La gastronomia emiliana è famosa in tutta Italia e i Colli piacentini custodiscono una cucina genuina fatta di sapori intensi e ricette tramandate nel tempo. Materie prime, salumi tipici, formaggi locali e piatti della tradizione raccontano l’anima autentica del territorio.
Pomodoro piacentino

L'oro rosso dell'Emilia
Quando si pensa al pomodoro, si pensa subito al Sud Italia, ma anche in Emilia Romagna e, in particolare, nella provincia di Piacenza la sua coltivazione e lavorazione industriale è diventata fin dai primi del Novecento una voce importante dell’economia locale. I pomodori, provenienti dalle Americhe, arrivarono da noi prima tramite i mercanti liguri che risalivano le valli appenniniche, poi dalla Campania. E uno dei primi Comuni in cui vennero coltivati fu proprio San Giorgio Piacentino. Il pomodoro piacentino è apprezzato per la qualità e il sapore dolce ed equilibrato. La sua polpa consistente è la base per la produzione di sughi e salse che non possono mancare nella tipica dieta mediterranea.
Funghi della Val Nure

All'ombra dei boschi
I colli piacentini, e in particolare la Val Nure, sono ricchi di boschi che favoriscono la crescita di numerose varietà di funghi. I porcini sono tra i più diffusi e apprezzati e vengono usati in moltissime ricette della cucina tipica, soprattutto per sughi e condimenti di tortelli di magro, tagliatelle o gnocchi.
Salumi DOP piacentini

Coppa, Pancetta, Salame
Il nostro territorio può vantare ben tre salumi DOP prodotti con un rigido disciplinare e tutelati da un consorzio che ne garantisce la qualità.
La coppa piacentina si ottiene dai muscoli del collo dei suini. La parte magra è colore rosso acceso striata di grasso candido, il gusto è dolce e il profumo intenso. Se prodotta in alta Val Nure è definita “coppa di montagna”.
Il salame piacentino ha una grana grossa ed è ottenuto da carni magre di suino e lardelli di grasso. Al palato è morbido, dolce ma sapido, perfetto come antipasto.
La pancetta piacentina si ricava dalla parte centrale della pancia del maiale, grassa e saporita, si scioglie in bocca ed è perfetta per accompagnare i pisarei e fasò o con le classiche tigelle.
Mariola

Il salame delle feste
È un salume raro, difficile da fare e da gustare, prodotto soprattutto in alta Val Nure, dove le condizioni climatiche più umide e fresche impedivano la stagionatura dei prosciutti. Il nome deriva dal termine dialettale mariöla che indicava l’intestino cieco del maiale: un budello spesso e resistente in cui questo salume viene insaccato e che permette di conservarlo a lungo: tradizionalmente si preparava a novembre e si tagliava a Natale dell’anno successivo. L’impasto somiglia a quello del salame ed è fatto con tagli nobili grassi e magri di suino. Il gusto è deciso, pastoso e persistente. Oggi è stato recuperato ed è un presidio Slow Food. Ne esiste anche una versione da mangiare cotta, più simile ad un cotechino.
Grana Padano DOP

Antico, versatile, amato
La provincia di Piacenza rientra nella zona di produzione del Grana Padano DOP, uno dei più diffusi e apprezzati formaggi del mondo. Prodotto secondo il rigido disciplinare stabilito dal Consorzio di Tutela, il Grana Padano è un formaggio di latte di vacca a pasta dura e lunga stagionatura, che va da un minimo di 9 mesi fino a più di due anni. Come il suo fratello e rivale, il Parmigiano Reggiano, è stato inventato più di mille anni fa come un modo furbo per conservare a lungo il latte prodotto nelle cascine dei monasteri. È naturalmente privo di lattosio e apprezzato sia in purezza che per mille ricette tradizionali e innovative.
Pisarei e faso

Ricetta povera, ricca di tradizione
Considerato il simbolo della cucina piacentina, nasce come ricetta povera della tradizione contadina. I pisarei, infatti, sono gnocchetti rustici fatti a mano con farina e pangrattato, perfetti per riutilizzare il pane avanzato. I fasò sono i fagioli nel dialetto locale: legumi versatili, economici e a lunga conservazione, che vengono uniti a lardo o burro, cipolla e passata di pomodoro per dare vita a un sugo denso e cremoso, il quale avvolge i pisarei e li trasforma in un piatto unico goloso e nutriente.
Tortelli con la coda

Una poesia di sapore
I turtèi cun la cùa sono una originale variante di pasta ripiena che prende il nome dalla particolare chiusura arricciata a mano a formare una specie di treccia allungata con delle “code” all’estremità. La leggenda narra che siano stati ideati nel 1351 in onore di Francesco Petrarca, quando il poeta fu ospite di Bernado Anguissola, signore del castello di Vigolzone. L’involucro è una sfoglia sottilissima di pasta all’uovo e racchiude al suo interno un ripieno a base di ricotta, erbette e formaggio grattugiato. Vengono in genere serviti con del semplice burro fuso, salvia e una spolverata di grana.
Torta di patate

Golosa ricetta antispreco
Come in molti borghi appenninici, anche nel piacentino la coltivazione delle patate rappresentò una risorsa preziosa per affrontare i lunghi inverni. E come in ogni economia contadina, nulla veniva buttato e con le patate ancora buone ma un po’ ammaccate, che non potevano essere conservate a lungo si preparava una torta salata semplice e saporita: la torta di patate, appunto. In un involucro sottile a base di burro, acqua sale e farina si adagiano patate schiacciate insaporite con un soffritto di lardo, cipolle, porri e condite con formaggio grattugiato. Nel Comune di Farini, tra la Val Nure e la val Perino, la torta di patate ha ottenuto la De.Co. - Denominazione Comunale d’Origine - e ha una festa dedicata. La ricetta base si presta a molte variazioni sul tema diffuse sul territorio, tutte buonissime!
Bortellina

Pane fritto piacentino
Nell’eterna gara tra torta fritta (Parma), gnocco fritto (Reggio e Modena) e crescentine (Bologna), la provincia piacentina cala l’asso della bortellina (burtleina, in dialetto): si tratta sempre, come per le altre specialità citate, di un semplicissimo impasto di acqua e farina fritto nell’olio (o meglio nello strutto), ma in questo caso cambiano le proporzioni: l’impasto è liquido, più simile a una pastella per le crepe che a una sfoglia da tirare al mattarello, e si tuffa nell’olio a mestolate, rimanendo sottile e croccante fuori e morbida dentro. Veniva mangiata da sola, come cibo povero ed essenziale, o usata al posto del pane per accompagnare formaggi e salumi. In alcune zone alla pastella si aggiunge anche un uovo e/o del cipollotto tritato finemente.
Torta di fichi

Dal convento alla tavola
Si narra che furono i gesuiti del convento di Albarola di Vigolzone, di ritorno da una delle loro missioni all’estero, a importare le piante di fico in Val Nure. Queste si svilupparono velocemente e fecero molti frutti, che andavano utilizzati in qualche modo. Così nacque, alla fine del Seicento, uno dei dolci più tipici del territorio piacentino: la torta di fichi. Ne esistono due varianti principali: crostata con fichi su pasta aromatizzata al limone, oppure ripiena, con i fichi utilizzati come farcitura. La torta di fichi è stata il primo prodotto del piacentino a ottenere il riconoscimento De.Co. nel 2007.
Per turisti e buongustai
Link utili
I vini Ca’ Teresa sono fortemente legati al territorio: il loro carattere e la loro struttura dipendono dall’aria e dal suolo di queste colline e dalla storia che ci ha preceduti e ha reso questi luoghi particolarmente adatti alla produzione e al commercio del vino. Perciò siamo convinti che per un’esperienza “immersiva” la cosa migliore sia venire a vedere di persona dove nascono e, con la “scusa” di visitare la nostra azienda agricola e il nostro vigneto, farvi un giro nei dintorni.
Noi vi abbiamo suggerito qualche itinerario tra borghi, castelli, colline e parchi naturali; ma se volete scoprirne di nuovi e sapere tutto ciò che vi serve per organizzare al meglio una vacanza, vi lasciamo anche i link diretti ad alcuni siti utili per approfondire.

Comune di San Giorgio Piacentino
Sito ufficiale del Comune

IAT Valnure Valchero
Sito di informazioni turistiche territoriali

Unione Valnure Valchero
Sito ufficiale dell'Unione dei Comuni

Visit Piacenza
Sito Ufficiale di Informazione turistica della provincia di Piacenza

Parchi del Ducato
Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale

Castelli del Ducato
La rete dei castelli di Parma, Piacenza e Pontremoli

CAI Piacenza
Sito ufficiale Club Alpino Italiano - Sezione di Piacenza

Trail Valley
Piattaforma interamente dedicata allo Sport Outdoor a Piacenza

Consorzio di tutela Salumi DOP Piacentini
Coppa Piacentina DOP, Pancetta Piacentina DOP, Salame Piacentino DOP

Consorzio di tutela Grana Padano DOP
Tutto quello che volete sapere sul formaggio italiano che ha conquistato il mondo

Visit Emilia
Sito ufficiale di promozione turistica delle province di Parma, Reggio Emilia e Piacenza.

Colli Piacentini
Sito di informazioni turistiche sulle Valli Trebbia, Nure, Tidone e d'Arda